Autore: Roberta Recchia
E’ vero che è un bene che la recente produzione letteraria italiana sia popolata da tantissime “ scrittrici” donne, ma ancora c’è tanta strada da fare affinché lo siano davvero .
E’ il prezzo da pagare di secoli di preponderanza maschile in tutti i campi dell’arte. Detto ciò, sinceramente non capisco come la Recchia sia riuscita a raggiungere un tale successo! Scrittura banale e tematica del perdono trattata con una tale superficialità ed approssimazione da lasciare sbalorditi. Se il primo libro mi aveva dato l’impressione di assistere ad una puntata di Quarto grado,questo è un puntata delle trasmissioni strappalacrime della d’Urso. Direte, ma perché l’hai letto? Perché sono curiosa e vorrei capire…..Sempre più attonita ! Il libro è il sequel del primo ma il focus è centrato su Luca, fratello minore del mostro che ha ucciso Betta , un personaggio appena citato nel primo libro, che deve affrontare un cambio vita notevole causato dai pregiudizi della gente nei suoi confronti. Ciò che mi ha colpito è la mancanza di armonia tra le parti dei libri, lenti e trascinati nella prima parte e frettolosi nell’ultima quasi che l’Autrice volesse portare a termine la fatica nel più breve tempo possibile.