Autore: Cristina Cassa Scalia
Anche se prolisso, semplice e scontato nella trama ,il libro , per me , è molto più autentico rispetto ad altri dell’Autrice che hanno come protagonista la Guarrasi. Si coglie ,infatti ,il profondo legame che la Scalia ha con la Sicilia e la conoscenza che ha di usi e costumi in uso negli anni 60/70. Il romanzo narra del ritorno nell’isola del notaio Saglimbene che al crepuscolo della vita decide di tornarvi. Vittoria l’unica figlia non ancora sposata lo seguirà e sperimenterà , vivendo in un paesino vicino Palermo, le regole non scritte che dirigono la vita dei paesani , regole ferree soprattutto se si tratta di donne costrette allora ad un’assoluta obbedienza prima al padre e poi al fidanzato cosa che poco si accorda con il carattere di Vicki abituata nella Capitale ad una vita più libera. La lettura è piacevole perché piacevoli sono le descrizioni dei paesaggi siciliani, dei palazzi, degli usi e delle pietanze, e soprattutto perché come già detto, ho percepito finalmente l’anima della scrittrice rimasta celata in tutti gli altri libri dedicati alla Guarrasi.