ÉLISABETH FAUVILLE (02/02/2026) - a cura della prof.ssa Anna Cosenza Toscano


Autore: Julia Viviane Deck

Genere: narrativa straniera

Valutazione:

 

Un libro sul ruolo della psicoanalisi nella vita di una donna. Una donna affermata manager , con una brillante carriera alle spalle , direttrice della comunicazione di una nota azienda, di origine alto- borghesi, improvvisamente sembra risvegliarsi da un incubo e si ritrova in una stanza a dondolare una piccola di pochi mesi. La donna via via che riprende coscienza si convince di aver commesso un atto estremo e cioè di aver ucciso il suo psicoanalista che anziché interloquire con lei si limita ad ascoltare guardandola in silenzio. Ma i suoi ricordi sono molto sfocati , ricorda che il marito l’ha lasciata per una donna più giovane e che lei si è rifugiata in quell’appartamento quasi vuoto in un quartiere degradato in ogni caso non consone al suo ruolo e alla sua posizione economica, per il resto nulla se non il suo nome. Lo sviluppo del romanzo , a mio avviso, è molto confuso. L’alternarsi continuo dell’io al tu al voi disorienta il lettore così come la nevrosi della protagonista che scaricata  sul lettore finisce con l’impedirgli di trovare un filo conduttore nelle farneticazioni di Viviane. Un libro sulla solitudine, sulla incapacità di comunicare malgrado paradossalmente la protagonista sia un’esperta di comunicazione che nell’insieme non mi ha del tutto convinta.